DIARIO DI UNA BIPOLARE E....DI TUTTO E DI PIU'

DIARIO DI UNA BIPOLARE E....DI TUTTO E DI PIU'

Jul. 14, 2011 - 11 LUGLIO 2011

11 LUGLIO 2011

LA NOTIZIA E' UFFICIALE: MIA FIGLIA SI E' DIPLOMATA.
FIUMI DI PAROLE CI SAREBBERO DA FARE SCORRERE; MA PIU' O MENO E' GIA' STATO DETTO TUTTO.
LA VOTAZIONE -61/100- HA IL SIGNIFICATO DEL: "NON TI ABBIAMO DATO UN CALCIO NEL CULO, MA LA PROMOZIONE TE LA SEI MERITATA", ESPRESSO DA QUEL PUNTO IN PIU' CHE LA "DISTINGUE" DAI TANTI 60 CHE CI SONO STATI.
 E' STATA BRAVA E SE QUELLO SCHIFO (E' IL TERMINE PIU' BUONO E LEGGERO CHE POSSO USARE) L'AVESSE PREPARATA NELLA MATERIA CHE COSTUTUISCE PROPRIO IL PERNO DELLA "SPECIALIZZAZIONE", LO SAREBBE STATA ANCHE DI PIU'.
COME VOLEVASI DIMOSTRARE LA "SCUOLA" CHE HA FREQUENTATO DURANTE L'ANNO SI E' RIVELATA UNA VERA E PROPRIA TRUFFA E TUTTE LE PROMESSE CHE MI SONO STATE FATTE, ALL'ATTO DELL'ISCRIZIONE, SONO STATE VERGOGNOSAMENTE DISILLUSE.
NIENTE STAGE, DA GENNAIO, DI TIROCINIO PRATICO; NIENTE CORSI DI RECUPERO IL SABATO MATTINA PER LA MATERIA (CHE LEI NON AVEVA MAI FATTO) E CHE ERA LA PRINCIPALE DELL'INDIRIZZO SCOLASTICO; NIENTE ASSISTENZA DA PARTE DEI PROFESSORI E DELLA DIRETTRICE AL MOMENTO DEL PREESAME (HA DOVUTO LEI ADDIRITTURA PARLARE CON LA DIRETTRICE DELLA SCUOLA PARITARIA, DOVE HA SOSTENUTO PREESAME ED ESAME DI STATO, PER AVERE NOTIZIE CIRCA ALCUNE MATERIE CHE SI E' TROVATA A DOVERE PORTARE INASPETTATAMENTE).
 NON PARLIAMO DELL'"ANDAZZO" DELL'ANNO: MEGA VOTI (8 E 9) CHE FIOCCAVANO IN TUTTE LE MATERIE (E CHE POI "MAGICAMENTE" SI SONO TRASFORMATI IN 6 STIRACCHIATI NEL PREESAME ,IN CUI I PROFESSORI ESAMINANTI HANNO ESPRESSO IL LORO DISAPPUNTO -ALL'ALUNNO SOTTO ESAME- SUI PROFESSORI CHE LI AVEVANO PREPARATI, ANZI: IMPREPARATI!); COLLOQUI GENERALI IN CUI I PROFESSORI TI LIQUIDAVANO IN DUE SECONDOI SENZA MANCO FARTI SEDERE E TI DICEVANO CHE TUA FIGLIA ERA UN FENOMENO DI BRAVURA; VOTI SBAGLIATI IN PAGELLA E CHE NON CORRISPONDEVANO A QUANTO MI SI DICEVA DURANTE I COLLOQUI.
INSOMMA UN VERO E PROPRIO SCHIFO CHE HA SUSCITATO IN ME, SPECIALMENTE NELL'ATTO FINALE, LA VOGLIA RABBIOSA DI TOGLIERMI LA SODDISFAZIONE DI CANTARGLIENE QUATTRO; UNA VOLTA FINITO L'ESAME. PROPOSITO CHE MI ERO PREFISSATA SOLO IN CASO DI ESITO POSITIVO DELA  MATURITA' (NON LO AVREI MAI FATTO IN CASO FOSSE STATA BOCCIATA, PER NON FARE LA MAMMA CHIOCCIA CHE, A PARTITO PRESO, DA' RAGIONE ALLA PROPRIA "BAMBINA"). ADESSO CHE TUTTO E' FINITO, NON SO COSA FARO'; MIA FIGLIA MI DICE DI LASCIARE PERDERE E LA TENTAZIONE E' TANTA. L'IDEA DI RIMETTERE PIEDE IN QUEL CESSO MI FA VENIRE IL VOMITO.
ED ADESSO CHE E' DIPLOMATA? ADESSO COMINCIA IL BELLO!!!!
DI CERTO E' CHE TUTTI I PROGETTI DI MIGRAZIONE VERSO TERRE LONTANE, DEI QUALI MI HA FATTO LA "CAPA TANTA" IN TUTTI QUESTI ANNI E CHE SEMBRAVANO ESSERE L'UNICA COSA IN CUI LEI ERA DETERMINATA, SONO SVANITI NEL NULLA. IL TUTTO SUPPORTATO DA UN DISCORSO CHE CHIUNQUE NELL'ASCOLTARLO NON FAREBBE ALTRO CHE DEFINIRLO UN DISCORSO SENSATO E MATURO. MA IO CONOSCO BENE I MIEI POLLI......IO CI VIVO E CONOSCO E CAPISCO OGNI SFUMATURA DI OGNI SUO ATTEGGIAMENTO O DISCORSO. E, PER QUANTO NON NEGHI CHE UNA PARTE DEL SUO DISCORSO E' VERITIERA E SENSATA, SONO SICURA CHE L'80 PER CENTO DI QUESTA SUA DECISIONE SI RIASSUME IN UN'UNICA PAROLA: GIOVANNI.
ANCHE QUI CI SAREBBE DA DILUNGARSI NON POCO; MA-COME AL SOLITO-NON NE HO LA VOGLIA, NE' VI TROVO UN SENSO PER FARLO.
L'UNICA COSA SENSATA E', COME SEMPRE, VIVERE ALLA GIORNATA E GODERSI QUESTO INCREDIBILE MOMENTO CHE SEGNA LA FINE DI UN "INCUBO" DURATO 7 ANNI!!!!!!!!!!!!!!
 SE RIPENSO A QUESTO ULTIMO ANNO, MI RENDO CONTO CHE LA PAROLA "INCUBO" PER DEFINIRE IL LUNGO ITER SCOLASTICO, SIA VERAMENTE INADEGUATA. LA SCUOLA E' STATO VERAMENTE L'ULTIMO DEI MIEI PENSIERI  IN QUESTI 12 MESI; VEDERE E SENTIRE MIA FIGLIA, QUELLO SI' MI SEMBRAVA UN VERO E PROPRIO MIRACOLO.....!!!!! MA E' COMUNQUE VERO CHE PER LEI QUESTO DIPLOMA RAPPRESENTA LA FINE DELL'INCUBO PIU' GROSSO (????????!!!!!!!!!!!!!!) E CHE PER ME  ARRIVA COME CORONAMENTO DI UN PERIODO IN CUI, PER MIA FIGLIA,  TUTTO SEMBRA RIENTRATO NELLA "NORMALITA"; ED ANCHE MEGLIO.'

 
CECILIA MESSINA: 11  LUGLIO 2011 -OPERATRICE TURISTICA-

EH VAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 

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Jul. 5, 2011 - 5 LUGLIO 2011

ALTRO GIORNO DA IMMORTALARE.
UN ANTICIPO DELLA DATA REALE CHE SEGNERA', IN MODO POSITIVO,  LA FINE DI UN'ERA DI "DISPERAZIONE", ANGOSCIA, STRESS, SFORZI SOVRUMANI, PREOCCUPAZIONI; PER CHI L'HA VISSUTA SULLA SUA PELLE.
 IO E' DA QUALCHE ANNO  CHE, FORTUNATAMENTE, VIVO IL TUTTO IN MODO ASSOLUTAMENTE SERENO E DISTACCATO; E GLI UNICI "RIFLESSI" CHE SI SONO RIBALTATI SU DI ME SONO STATI SENTIMENTI DI "PENA/TENEREZZA" (NEL SENSO BUONO DELLA PAROLA) AD OGNI SUA SCONFITTA, UNITI AD UN PO' DI SCOCCIATURA- A VOLTE- NEL PRENDERE ATTO DELLA SUA PIGRIZIA.

5 LUGLIO 2011 ORE 8,15
ULTIMA FASE DELL'ESAME DI MATURITA' DI MIA FIGLIA: ORALE.
L'INTERROGAZIONE E' ANDATA BENE E SVOLTA IN UN'ATMOSFERA TOTALMENTE DIVERSA DA QUELLA CHE UN ANNO FA RICORDO ANCORA COME UN INCUBO. QUALUNQUE SIA IL RISULTATO PER CHIUNQUE, L'ATMOSFERA GIUSTA PER FARE SOSTENERE UN ESAME COSI' "IMPORTANTE" ERA QUELLA DI QUEST'ANNO: RILASSATA.
SI PUO' BOCCIARE ANCHE COMPORTANDOSI DA "UMANI", NON AGGREDENDO, CERCANDO COMUNQUE DI METTERE A PROPRIO AGIO IL RAGAZZO.
MA QUEST'ANNO DI BOCCIATURA PROPRIO NON SE NE PARLA.
PER QUELLO CHE HO SENTITO (NON TUTTO) MIA FIGLIA E' STATA BRAVA E NON E' MAI STATA ZITTA! NONOSTANTE I MOLTEPLICI INTERVENTI PACATI DEI PROFESSORI.
APPUNTAMENTO QUI, PER RIPORTARE LA DATA CERTA DI UN MOMENTO INDIMENTICABILE DELLA NOSTRA VITA.
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Jun. 13, 2011 - 14 GIUGNO 2011

Immortalare questa data ha il significato della mia sfacciata fortuna, oppure che sono troppo "cattiva" e come le erbe cattive non muoio mai, o che mi sono resa conto di quanto sia bello essere in salute, o che ho ancora tante cose da fare, o che bramavo ardentemente possedere un nuovo bernoccolo nella mia testa  (se e' vero che i bernoccoli in testa sono sinomino di intelligenza, io sono un genio...!), o che i gatti sono opportunisti e non hanno niente a che vedere coi cani (ma io la mia micia la amo lo stesso ed ogni giorno che passa, e che mi fa capire di quanto ami la sua liberta', la amo ancora di piu' perche' mi mette a confronto con il rispetto che e' una delle condizioni essenziali per amare qualcuno. Condizione, del resto, che ho imparato anche ad esercitare in modo totale con mia figlia), o tante altre cose ancora. Perche' da quello che mi e' successo ieri si potrebbero formulare mille pensieri. Preferisco privilegiare quello, in assoluto, piu' positivo: che ho ancora tante cose da fare e non era il mio "momento".
Ieri tutto faceva presupporre una bella giornata: finalmente un po' di sole, una bella passeggiata qui intorno, una doccia "riparatrice", voglia di pastasciutta e cosi' metto su il pentolino d'acqua. Esco dalla cucina ,ed ecco che arrivano: 1, 2, 3 extrasistole. Le solite, che ogni tanto mi sorprendono in quella strana sensazione di rigetto (come dovessi sputarlo fuori dalla gola) di un cuore in quel momento impazzito. Una sensazione non dolorosa, piuttosto direi fastidiosa o "strana"; ma ormai ci ho fatto l'abitudine e, tra l'altro, in questo periodo sono state quasi assenti; nonostante quello che abbia passato negli ultimi mesi del 2010 ed i primi del 2011. Cosi' anche stavolta quando sono arrivate non ci ho dato peso piu' di tanto. Ma l'ultimo ricordo che ho, prima di essermi ritrovata come mi sono ritrovata ,e' stato quello di un "colpo" piu' forte del solito. Mi sono risvegliata per la sensazione di freddo che mi premeva sulla guancia. Ero stesa sul pavimento con nessun ricordo di esserci finita rovinosamente; sono svenuta senza assolutamente ricordare che cio' sia accaduto. Mi sono tirata su a fatica, l'acqua nel pentolino era evaporata e l'unica cosa che ho pensato e' stata che per fortuna non era andata a fuoco la cucina. Non ce l'ho fatta a far altro se non spegnere il fuoco e buttarmi sul divano. Avevo solo una gran voglia di dormire; perche' nonostante un dolore battente alla testa, una sensazione di freddo tremendo, ed un malessere generale, non avevo la forza ne' la voglia di far altro.Se non dormire. Quando mi sono svegliata il malessere generale era passato, mi sembrava di essere rinata e l'unica conseguenza dello svenimento era un bozzo tremendo sopra la tempia che, a tutt'oggi, mi fa ancora male, ma che si e' sgonfiato lasciando il posto ad un bell'ematoma bluastro. Non ero mai svenuta in vita mia. Non e' una bella sensazione; al risveglio voglio dire.
Non mi vergogno a dire che, quando sono stata bene, mi e' venuto da piangere; per lo spavento. Dopo. La sensazione di solitudine, in queste occasioni, si fa sentire. L'angoscia di morire da sola, senza neanche la forza di chiamare il 118 (e se minimamente fossi stata un poco cosciente, l'avrei fatto senza pensarci un secondo in piu')- con l'unica compagnia di un gatto che, tu stia bene o no, continua imperterrito a "fare le sue cose"-, mi ha preso per un attimo. Quella paura e quella che possa capitare ancora mentre magari stai guidando, ed allora difficile uscirne "indenne"..... Poi mi sono tranquillizzata.
Che importanza ha morire da soli? Dopo non ci sei piu'; che importanza ha? Sarebbe piu' importante avere qualcuno con cui condividere le cose belle della vita. Ho imparato ad accettare la mia vita ed a godere le piccole cose (che possono essere anche grandi) da sola, perlomeno nel senso srettamente affettivo del termine; ed in questa accettazione ho anche imparato anche ad abbandonare l'idea "romantica" di qualcuno che mi tiene la mano mentre "me ne vado". Del resto la morte improvvisa, come puo' capitare anche in contesti di famiglie in cui regna l'amore sovrano, non prevede che si abbia il tempo per "salutarsi".
E poi, che cazzo, perche' pensare alla morte? Sono viva e vegeta, sto benone, ho imparato che le extrasistole possono essere anche "violente"e provocare uno svenimento; staro' attenta a fermarmi subito se mi capitano in macchina. Altro non posso fare (se non, naturalmente, parlarne con la dssa); quello che sara', sara'.
Non sono piu' spaventata; per lo meno per cio' che riguarda me stessa.
Voglio pensare che ho ancora TANTO tempo davanti a me ed a tutto quello che ne consegue.
Un altro lustro (si fa per dire) dovra' passare, da questa data, prima che o debba apporre la parola FINE alla mia "avventura"!        
        
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Mar. 17, 2011 - SEGNALI

Credo che se avessi la voglia di scrivere di un tempo avrei riempito in questi mesi pagine e pagine, spinta dagli accadimenti, dalla tensione, dalla paura, a volte dalla tristezza e demoralizzazione che-a momenti -ne sono derivati. In realta' mi rendo conto che proprio non ne ho piu' voglia. Non so se cio' sia dovuto ad una semplice forma di pigrizia; al fatto che tanto nessuno legge quello che scrivo e quindi non posso condividerlo; al fatto che essendo sola devo sobbarcarmi comunque tutto sulle mie spalle (che ormai sono simili a quelle di un lottatore di sumo).  Al fatto che non trovo piu' nella scrittura una sorta di "terapia" della quale non ho piu' bisogno, riuscendo- quando  a seguito di "eventi catastrofici" la tensione ed il nervosismo fanno capolino - a crearmi comunque degli spazi "miei" (una mostra, un cinema, una manifestazione, una lettura) in cui riesco a rilassarmi;  comunque penso sempre che se sono "arrivata fin qui" posso affrontare ogni cosa e che "domani e' un altro giorno" e  tutto - prima o poi- si risolve; forse sono diventata incosciente.
 Non so insomma, precisamente, perche' la voglia di scrivere mi sta abbandonando sempre piu'; probabilmente un insieme di tutte queste cose.
 A volte sono contenta di come mi sento in merito alla scrittura e ad altro che riguarda la voglia di "far vivere" le mie emozioni"; altre perplessa. Mi accade di essere in questa seconda fase quando mi rendo conto che non mi sforzo piu' di tanto di "metterci l'anima" in cose in cui forse varrebbe la pena ce la mettessi. Tipo la storia "d'amore" che mia figlia sta vivendo e che, sembra, abbia ben poco a che fare con l'amore; nonostante lei, per la prima volta, si stia dedicando anima e corpo ad un ometto. Quando accade che pianga dal nervoso (e ci vuole proprio tutta x far piangere mia figlia, anche se dal nervoso!!!!!!!) non riesco a far altro che darle un abbraccio (ed in questo senso sono grata al suo lui perche' almeno riesco ad abbracciare mia figlia. Atteggiamenti affettuosi ridotti ormai quasi a zero. Per me e' una "sofferenza" per la fame che ho io di fare coccole; ma la rispetto e ne faccio a meno) ed a consigliarla di non prendere conclusioni affrettate, di guardare bene dentro se stessa, di capire bene quello che vuole. Poche parole e soprattutto ascolto. E' un po' come se pensassi "devi arrangiarti" e pensassi solo  a me stessa, a stare tranquillita. Certo e' che' se le dicessi effettivamente quello che penso di lui ( bravo ragazzo sembra, ma un immaturo totale che sicuramente non la aiuta a crescere; e per di piu' mi fa sentire a disagio "epidermicamente"- c'e' un qualcosa che "mi sta sulle balle", anche se non so cosa -) la metterei ancora di piu' in ansia e ricadrei nel mio solito istinto di protezione; e questo non e' il caso in cui va fatto (cosi' mi giustifico......quando ci penso). Anche se non salto di gioia nel vederla, a volte, penso cosi' : deve effettivamente arrangiarsi. Viversi la sua storia e poi un domani trarne le conclusioni.
 A proteggerla ci ho pensato in questi mesi per altre cose; ma sono situazioni completamente diverse.
 E' comuunque un dato di fatto che il sentirmi cosi'  al "di fuori"  da una cosa che la riguarda dal punto di vista emotivo, mi mette perplessita'. Mi e' capitato di sentirmi come inaridita; anche perche' sono convinta che stando da soli ,un po' ci si inaridisce davvero. Ma non mi sono troppo soffermata su questo concetto; ne' voglio farlo.
A volte anche, stupidamente, mi sento in "colpa" (e' un modo di dire naturalmente) perfino quando rido e mi trovo, quasi contemporaneamente, a pensare: "ma che testa di cazzo sei per ridere di stupidaggini quando hai in ballo dei casini non indifferenti da risolvere?".Il punto e' che di occasioni per ridere, considerata la vita abbastanza piatta che faccio, non ce ne sono molte e mi rendo conto che appena ce ne e' una, anche stupida, non riesco a trattenermi ; anche se - probabilmente sotto la maschera di un finto complimento riguardo la contagiosita' della mia risata- me lo si fa notare. Ma si': " ogni lasciata (purtroppo ormai solo risata) e' persa"!!!!!
Insomma ogni tanto ci penso di mettermi li' a scrivere, di quello che mi succede, di come mi sento,  della vita, dei massimi sistemi, ecc; ma poi non ne ho voglia.
E tutta questa lunga premessa per dire che rare sono le volte in cui mi viene voglia di "postare" e che devo trovarmi proprio con una gran voglia e che ci deve essere, contemporaneamente, qualcosa di speciale che mi faccia pensare che valga la pena di fissare sulla carta un evento; straordinario o no, che sia.
Diciamo che stavolta questo qualcosa consiste nel dubbio ironico che mi e' venuto sul fatto di essere veggente (e, se cosi' fosse, spero proprio che tale peculiarita' mi abbandoni al piu' presto) e nel turbinio di emozioni  tutt'altro che ironiche che mi hanno coinvolto a proposito di questa "profezia".
E' stato settimana scorsa. Si parlava con mia figlia dell'Australia, sui suoi progetti di recarvisi una volta finita la scuola; progetti che appoggio pienamente e che mi auguro possano essere realizzati. Razionalmente. Perche' si sa, l'ho gia' detto: quanto mi costera' emotivamente il fatto che anche lei se ne andra? E non solo perche' rimarro' sola del tutto, ma proprio anche per quel famoso senso di protezione che e' inevitabile che ogni genitore abbia verso i propri figli. Mamme soprattutto, credo. Senso di protezione che e' il fratello della preoccupazione  di sapere tua figlia da sola a migliaia di chilometri e temere che le possa succedere qualcosa senza che tu possa fare niente. E cosi' giu' a pensare alle recenti alluvioni in Australia, a pensare anche solo a  come avrebbe poturo fare se cio' che e' successo qui ultimamente le fosse accaduto la',  ed a pensare addirittura se fosse finita molto peggio. "Cazzo, ma come posso farmi paranoie del genere ancora prima che si sappia se partira' o no? E poi, testina che non sei altro, perche' dovrebbe solo succederle qualcosa di brutto? Quello che le e' accaduto qui le ha insegnato sicuramente e le ha fatto capire cose che non si ripeteranno; e le alluvioni? Ma insomma, gli eventi catastrofici non saranno mica all'ordine del giorno!!!! Del resto Ale, per esempio, non e' mica in Giappone da due anni? Eppure credo che suo padre non stia a farsi paranoie  per cosa potrebbe succedere; credo anzi che sia contento di come Ale sta vivendo." E cosi' mi sono fatta passare una "paturnia" passeggera, pensando che se sara' che lei se ne andra', andra' tutto bene.
Due giorni dopo: terremoto in Giappone.
CAZZO. Vorrei  che qualcuno, dopo avere ascoltato le mie elucubrazioni ed avere saputo del terremoto che ha costretto Ale a scappare, mi dicesse in faccia cosa pensa. Si perche' io non ne ho parlato con nessuno, appena saputo del terremoto, perche' stupidamente, ansiosamente, grottescamente, tristemente mi sono sentita come se fossi "responsabile". UNA PORTASFIGA.
Lo so che queste cose non esistono, so anche che in Giappone i sussulti sotterranei sono all'ordine del giorno, ma io nel sentire la notizia non sono stata ugualmente  "bene" con me stessa. Diciamo che, insieme alla preoccupazione,e' stata la primissima reazione che ho avuto nell'apprendere la sera la notizia in cui ancora non si parlava di vittime, in cui si diceva che a Tokyo tutto era resistito (Ale stava dunque "bene"), che non si sapeva ancora bene comunque l'entita' del danno nelle zone piu' colpite.
 TERREMOTO-GIAPPONE-ALE-= IO "GUFO".
La mattina dopo, man mano che le notizie si facevano piu' drammatiche e precise ho lasciato da parte le mie assurdita' ed ho  pensato solo ad Ale., cercando di raccoglierne il piu' possibile notizie da suo padre. Chisse ne frega se l'ho "tampinato" piu' volte violando il rispetto che ho della sua volonta' e comportamento, nell'escludermi da qualsiasi tipo di rapporto con lui, come puo'essere quello che implica anche  una banale conoscenza ? Non e' il momento questo per "rispettarlo".
Non sono mai rimasta indifferente agli eventi catstrofici che talvolta la natura ci riserva; come nessuno credo. E' proprio per la meraviglia e la potenza della natura e purtroppo dell'ineluttabilita' delle sue manifestazioni violente, a volte, che mi sono sempre sentita particolarmente vicina alle sue vittime nella loro microscopica "consistenza". "Finalmente" tutti uguali, quando un qualcosa di immensamente piu' grande di noi ci spazza via come granelli di polvere; tutti nella stessa merda e bisognosi di aiuto. E' per questo che, a suo tempo, sono andata in Irpinia un mese ed e' per questo che tutte le volte che qualche catastrofe naturale si abbatte su qualche localita' piu' o meno grande, piu' o meno sperduta, nel mondo vorrei partire. Sempre.Per fare qualunque cosa possa servire. Ed e' per lo stesso motivo per il quale, adesso che la natura ha colpito il Giappone, sono stata ancora piu' "male": perche' stavolta in mezzo al disastro, anche se fortunatamente non nel suo epicentro, c'era una persona a me cara. Non una persona che amo come un figlio, non una persona con la quale ho ormai alcun tipo di rapporto, non una persona con la quale ho avuto anche a suo tempo un rapporto stretto in modo diretto;  una persona che comunque ha "attraversato" in qualche modo la mia vita lasciandovi un'affezione.
Il mio pensiero, oltre alle migliaia di vittime e di superstiti, in questi giorni e' rivolto continuamente a lui; un pensiero un po' piu' rassicurato adesso che e' tornato. O diciamo che almeno ha cambiato tipo di "preoccupazione": che fara' adesso? Che faranno lui e sua moglie? E meno male che c'era sua moglie li! Io credo che sia importante, in queste circostanze, avere vicino una persona di riferimento; e penso anche che sara' un'esperienza che li avra' uniti ancora di piu'.
E proprio per il ricordo che ho dei suoi racconti "giapponesi" che ho ascoltato il discorso dell'Imperatore con attenzione.
Non ricordo sinceramente i discorsi che in occasioni di altre catastrofi siano stati fatti dai vari rappresentanti, ma e' un dato di fatto che mi e' sembrato di leggere nelle sue poche  parole la pacatezza , la tristezza e preoccupazione manifestati con dignita', la forza,   di un popolo che tanto mi e' stato "raccontato"; un popolo che "a pelle" non amo, ma che sicuramente ha delle caratteristiche uniche.
Mi sono venute da fare anche centinaia di considerazioni relative a questo terremoto, che non sto certamente a riportare; ma non posso fare a meno di evidenziarne una. Piu' che altro una domanda che mi sono posta. E' vero: la natura ha "scatenato" un evento eccezionale, ma in che misura gli effetti di questo disastro sono proporzionali tra l'oggettivita' del terremoto e la soggettivita' umana?  Credo che siamo arrivati ad un punto di non ritorno, anzi credo che quelle definite "potenze" sia in Occidente che in Oriente  ritengano di dovere andare sempre piu' avanti. Dove per "avanti" si intende , nel nome del progresso, sfruttare, elaborare, sprecare anche, risorse ed  elementi  naturali (energia, acqua ecc) al fine di ottenere (tramite un inevitabile "giro" di interessi economici e politici) uno stile di vita  in cui business e consumismo - ai quali sembra non si possa  e non si voglia piu' rimunciare- calpestano ogni cosa. E' questa la condizione umana che ci si addice? Certo, discorsi di una povera "nostalgica" e retrograda i miei; ma e' quello che penso da povera ignorante. !  Non mi intendo di nucleare; sono anche in questo un'ignorante, ma  non abbastanza -credo- da non capire che lo sfruttamento di questo tipo di energia sia uno dei tanto vantati prodotti umani in cui l'uomo non ne e' mai effettivamente padrone, perche' perennemente in tensione di diventarne vittima sottomessa. E non si tratta di catastrofismo, si tratta di ammettere semplicemente che le risorse materiali ed intellettive che sono state donate all'uomo andrebbero usate a favore dell'uomo e non contro.
La tristezza in questi giorni non e' solo nel pensare ad Ale, alle decisioni che dovra' prendere ed alle conseguenze che avranno queste sulla sua vita privata; ne' e' solo nell'apprendere delle vittime presenti e future; ne' al pensare ad i rischi che i Giapponesi stanno correndo e correranno. La tristezza e' anche credere che anche questa catastrofe, come altre in precedenza, verra' archiviata (piu' o meno in fretta) senza che produca una riflessione a livello mondiale e ad alti livelli, tale da provocare un cambiamento nei sistemi economici dei paesi piu' indistrializzati. Perche' per tutti sarebbe impossibile tornare indietro. E' un'utopia.
Non passera' molto tempo e ci diranno che i danni sono inferiori a quelli sospettati. Ci sentiremo tutti piu' tranquilli. Sino al prossimo evento distruttivo in cui la natura la "fara' da padrone" e ci dara' una mano a salvare le nostre coscienze.
Pensieri inutili i miei, lo so, ma mi vengono ed in quantita' assai maggiore rispetto a quanto esposto
Adesso Ale e' qui; ha rilasciato un'intervista al giornale locale. Mi ha fatto sorridere nel leggere che il giorno del terremoto era in ritardo a rientrare al lavoro e che cio' gli ha consentito forse di spaventarsi meno e mi ha commosso quando ha dichiarato che e' pronto a tornare appena possibile. La sua intervista lascia trasparire alcuni lati del suo carattere, od almeno di quello che a me e' parso di conoscerere. Senso ironico, una certa dose di razionalita', dignita' nella tristezza, orgoglio, dolcezza nell'attaccamento anche a cose non umane come possano essere un paese ed una casa. Non so quale sia tra questi,o forse nessuno, l'elemento che lo spinga piu' di tutti a volere tornare presto in Giappone. So solo che ( immagino se lo sentira' dire da decine di persone) vorrei tanto che non ci tornasse piu' la' ;o perlomeno che ci tornasse molto, ma molto piu' avanti. E se potessi vorrei dirgli di lasciare infestare la sua casa, in Giappone, dai vermi della carne che ha lasciato fuori piuttosto che rischiare di farsi "infestare" lui da  qualcos'altro. Ma Ale e' Ale, la vita la "cavalca" e sono certa che fara' quello che, al momento, pensera' sia meglio da fare. Com'e' e' giusto che sia.   
Con il terremoto l'asse terrestre si e' spostato di 12 CM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sara' questo ultimo evento catastrofico, l'ennesimo segnale di quello che dicono dovrebbe accadere il 21 DICEMBRE 2012????
Io mi sono portata avanti: in ufficio ho gia' preannunciato che SICURAMENTE quella settimana saro' in ferie. Se proprio devo morire prima del tempo: dappertutto; ma MAI sul lavoro!!!!!!!!!!
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Feb. 6, 2011 - LeG: GRAZIE

Tempo fa ho scritto qui che non sogno piu'; mi ritrovo invece, a 53 anni suonati, ad avere un GRANDE SOGNO, quello che ha accomunato le 12 mila persone presenti ieri a Milano alla manifestazione di Liberta' e Giustizia.
Un sogno che, pian piano, e' cresciuto ed ogni giorno cresce di piu'; un sogno che nasce, purtroppo, dall'immondizia e cresce nella consapevolezza di esserne sempre piu' sommersi.
Il sogno di un paese NUOVO, in cui -come dice Roberto- non si fa piu' a gara per chi e' piu' pulito o per screditare l'altro, sentendosi cosi' migliori; un sogno in cui non serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca (come ha detto citando Don Milani), un sogno, UN PROGETTO in cui ciascuno di noi deve credere con amore e cercare in tutti i modi di realizzarlo. Anche con la piccola cosa che puo' rappresentare il fatto di essere li', un puntino in mezzo ad una marea di puntini, per dire NO. Sono d'accordo con Eco (sono rimasta, a dir poco, affascinata e stupita dalla sua capacita', sobrieta', semplicita', di esporre argomenti  inerenti la manifestazione, ed allo stesso tempo di essere cosi' incisivo e realista): il maiale non si dimettera' MAI;  ma proprio per questo serve che la coscienza CIVILE (perche' qui si parla di CIVILTA' e di  essere CITTADINI;  al di la' di ogni idea politica; ed e' quello che sto cercando di far capire a mia figlia che ,ogni volta che cerco di introdurre l'argomento, mi risponde che a lei la politica non interessa) di ciascuno di noi "scenda ogni giorno in piazza" per opporsi ad uno stato  di REGIME in cui siamo ormai , tristemente. Un regime che subdolamente ci ha avviluppato, ed ha fatto leva, in primis, proprio sui giovani. I ragazzi: che conforto ieri vedere tra le 12000 persone tanti ragazzi che credono e vogliono un domani  diverso e migliore; che hanno la percezione netta del culmine dello schifo e delle brutture in cui e' caduto questo paese. E che sconforto che tra loro non ci sia stata anche mia figlia! Ma come e' stato detto ieri: la vera rivoluzione non la si fa confrontandosi con chi la pensa come te e vuole le tue stesse cose; la vera rivoluzione la si fa cercando- con fatica - di parlare, di informare, di spiegare a chi NON VEDE o a chi vede diverso da te. Certo, non e' l'ideale essere arrivati al punto in cui il tuo paese e' ridotto cosi', e tua figlia e' gia' grande.,per iniziare la tua piccola rivoluzione. Ma si sa: meglio tardi che mai; e, comunque, sono serena, nel sapere che ho sempre cercato di insegnare certi valori a mia figlia. Adesso devo fare di piu'. Un piccolo sogno nel grande sogno di un paese migliore; un paese dal quale non voglio scappare, anche se tante volte - pensando al mio futuro lontano - l'ho messo in conto. Un paese non perfetto, od ideale: semplicemente un paese di cui non ci si debba vergognare e del quale  non ci si senta di appartenere piu'.
 Sono sincera; anch'io non vedo e non sento un progetto valido alternativo di governo; mi sembra che il governo attuale in questi anni abbia lavorato anche a far si' che si destabilizzasse completamente il sistema di far politica. Come gia' detto: "vota me che sono meglio, perche' gli altri sono delle merde"; ma questa non e' politica. Comunque, un passo alla volta: sarebbe gia' qualcosa liberarci da lui, per il momento.
Ho scritto di questo, perche' l'emozione e' stata grande ieri , mi sono spellata le mani ad applaudire, mi sono trattenuta la commozione e lo sdegno che mi attanagliavano  la gola e mi "lustravano" gi occhi. Ho voglia, cosi', di "buttarla fuori"; avrei avuto farlo la sera stessa, tornata a casa, telefonare alle mie amiche e raccontare, e riportare- con ancora la commozione nel cuore e la speranza -tutti gli interventi stupendi che ci sono stati; le parole ascoltate da tante persona di CULTURA e NON POLITICI,persone conosciute e non (alcuni non li conoscevo proprio). Ma credo che non ne parlero' piu' di tanto, o forse non ne parlero' affatto ,se nessuno mi chiedera' se sono andata a sentire Saviano  (visto che piu' volte ho espresso il desiderio di andarlo a sentire dala vivo, non appena si fosse presentata la RARA occasione-vista la vita assurda che e' costreoo a fare) . In realta' a Milano ci sarei andata anche se non c'era Roberto; l'occasione di manifestare ed  ascoltare in una volta sola TANTE voci di GRANDI persone che -come "piccolo" te- credono  e vogliono quello che vuoi anche tu era irripetibile.
 Non ne parlero', se non mi sara' chiesto nulla ; un po' perche' ho sempre timore di "voler far vedere"; un po' perche' le mia amiche vivono alcune cose in modo abbastanza diverso da me. Proprio una decina di giorni fa la mia collega raccontava di come fosse stata sconvolta dall'aver ascoltato durante la pausa mensa due altri colleghi che "inneggiavano" all'individuo e lo difendevano strenuamente. Parlandone cone le mie amiche ho espresso l'opinione che la cosa e' veramente scioccamte considerando anche il fatto che i colleghi suddetti hanno dei figli piccoli e di come, quindi, possano trasmettere a degli" uomini di domani" dei valori che sono completamente in antitesi in colui che governa ,e che loro appoggiano a piene man e continueranno a votare. Probabilmente il mio e' stato un ragionamento cazzone: non e' detto che i figli di genitori deficienti lo saranno a loro volta; la vita ed il tempo ti plasmano, a volte, in modo totalmente contrapposto a quanto ti e' stato trasmesso ed insegnato (io ne sono un esempio lampante). Ma, al momento, mi e' venuto di fare questa considerazione, aggiungendo anche che invece ,dovremmo proprio tutti fare nel nostro piccolo, qualcosa per far si' che il futuro dei nostri figli sia "libero" ed il piu' giusto possibile.  Per quanto cazzone possa essere stato ,le ragazze hanno concordato con me, ma sono stata "ripresa" da Cristina la quale mi ha detto che non tutti quelli che votano Berlusconi sono esseri spregevoli e che tanti hanno dei valori, come ad esempio suo fratello. A prescindere che non sapevo certamente suo fratello fosse di tale "convinzione", non ho usato assolutamente la parola che lei "mi ha messo in bocca" e gliel'ho detto, ribadendo che sono convinta che in TUTTI, ma proprio in tutti ci sia IN FONDO (in alcuni probabilmente cosi' in fondo che non si riesce a scorgere.....) qualcosa di buono e che comunque non stavo parlando  di bonta'. Le ho spiegato che intendevo dire che e' diffcile trasmettere dei valori, ed un'impostazione di vita, ai propri figli se approvi e sostieni una persona del genere ; dove per stile di vita non bisogna solo intendere cio' a che fare con il discorso "sessaule", che forse e' stato il tema piu' evidente che ha fatto risvegliare anche qualche coscienza sopita; per "stile di vita" bisogna pensare a tutto quel "sottobosco" che da 20 anni ci rovina. Clienteralismo, prepotenza, furbizia, politica della divisone e non dell'unione, abbattimento di leggi e condanna di persone che fanno il bene comune a favore di creazioni di leggi ad personam , STRAVOLGIMENTO DI ARTICOLI DELLA COSTUZIONE (e' per questo che voglio adesso leggerla; voglio rendermi bene conto fin dove si e' spinto l'iinominabile) ed altre mille cose orrende che hanno trovato in questa persona altrettanto orrenda la loro realizzazione. Insomma non sono stata cosi' lunga ed enfatica del dire quello che ho detto qui, ma mi sono spiegata credo; tanto che si e' scusata dicendomi che in effetti non avevo dato dello spregevole a nessuno e che comunque lei rimane dell'idea che ci possono essere persone che lo votano, ma che la pensano diversamente; anche se la cosa non sa spiegarla. Appunto e' inspiegabile, per lo meno io per ora non riesco proprio a farlo; sara' mia cura se mi capitera' d dialogare con qualche Berusconiano convinto che mi sta simpatico (????????????????!!!!!!!) cercare di capire.... Per il momento non ne conosco.
Comunque tornando a bomba; sicuramente non  sarei stimolata a raccontare a Cristina (anche se lei non e' come suo fratello); a Denny nemmeno perche', pur essendo di idee antisilvio non e' molto interessata all'argomento; a Rosa magari si', ma mi rendo anche conto che se magari fosse stata davvero interessata alla manifestazione magari avrebbe espresso il desiderio di venire anche lei. Insomma per farla breve: non voglio rompere le balle a nessuno con le mie emozioni vissute di cuore e di pancia.
 Come ho accennato prima, mi sono ripromessa  (e' gia' un po' che volevo farlo,, nel sentirne sempre fare cenno in questo periodo di leggermi la costutuzione; forse cosi', saro' anche piu' in grado di far capire e spiegare alcune cose a mia figlia.                         

Cosi' insomma ,roprio perche' avevo tanta voglia di scaricare un'emozione positiva ho fatto anche stavolta un'eccezione ed ho"dialogato con me stessa"; rimarra' nella mia storia cosi' il potere dire: "IO C'ERO".
 Sia ieri che oggi sembra gia' primavera; e spero tanto, come ha detto anche la Bonsanti, che il fatto che la manifestazione si sia svolta in una giornata cosi' bella, voglia essere d'auspicio che la stessa primavera presto aleggera' anche sul nostro paese.


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